La protezione delle aree pedonali è diventata una priorità concreta per le amministrazioni italiane dopo gli attacchi con veicoli che hanno colpito diverse città europee, da Nizza a Barcellona.
Mettere in sicurezza centri storici, piazze e luoghi ad alta affluenza significa oggi impedire fisicamente l’accesso dei mezzi non autorizzati agli spazi frequentati dai pedoni.
In questo scenario, dissuasori, barriere e fioriere non sono più soltanto elementi funzionali o decorativi: sono parte integrante di quella che viene definita “architettura antiterrorismo”.
Per un Comune, un ufficio tecnico o un progettista, sceglierli significa tenere insieme sicurezza, decoro urbano, accessibilità e conformità normativa.
Che cos’è la protezione delle aree pedonali
L’obiettivo della protezione in aree frequentate da pedoni è impedire che un veicolo possa raggiungere ad alta velocità aree affollate, in particolare durante manifestazioni ed eventi pubblici.
Le soluzioni adottate cercano un equilibrio tra efficacia e integrazione nel contesto: a Roma, per proteggere l’area del Quirinale, sono state collocate decine di fioriere che consentono il passaggio alle sole auto di servizio, mentre a Firenze sono state scelte fioriere anticarro a pochi passi dal Duomo.
Anche gli interventi più recenti seguono questa logica: a Palermo circa trenta dissuasori antiterrorismo hanno sostituito i new jersey nel centro storico, per garantire la stessa sicurezza con un aspetto adeguato alla bellezza dei luoghi.
Soluzioni antiterrorismo: il quadro normativo di riferimento
Il tema della protezione delle aree pedonali ha un preciso ancoraggio normativo.
Una circolare del Ministero dell’Interno del giugno 2017 (n. 555/OP/0001991/2017) ha introdotto direttive per il contrasto al terrorismo, prevedendo l’individuazione di aree di rispetto e di pre-filtraggio e l’adozione di impedimenti, anche fisici, all’accesso dei veicoli.
Sul piano tecnico, la resistenza dei dispositivi è classificata da normative internazionali: la PAS 68 e la IWA 14-1 definiscono i livelli di protezione in base a massa e velocità del veicolo.
Va inoltre considerata l’accessibilità: per le zone a traffico limitato si applica il DM 30/06/2023 sulle condizioni di accesso dei veicoli al servizio delle persone con disabilità. La sicurezza, in altre parole, non può mai compromettere il passaggio dei mezzi autorizzati e di emergenza.
Tipologie di protezione nelle aree pedonali: dissuasori, transenne e non solo
Esistono tre grandi famiglie di dispositivi per proteggere un’area pedonale.
I dissuasori fissi sono ancorati stabilmente al suolo; quelli amovibili possono essere spostati per consentire l’accesso temporaneo; i modelli retrattili automatici a scomparsa si attivano in determinate fasce orarie. La scelta dipende dal contesto: un centro storico con carico e scarico merci richiede dissuasori a scomparsa, mentre un’isola pedonale permanente può essere protetta da elementi fissi integrati nel disegno della pavimentazione.
A questi si affiancano le transenne, utili per organizzare percorsi e flussi.
Un punto merita particolare attenzione in fase di capitolato: la differenza tra deterrenza e resistenza certificata all’impatto. Non tutti i dissuasori fermano un veicolo lanciato ad alta velocità; solo i modelli testati e certificati secondo le normative citate offrono questa garanzia.
I dispositivi in calcestruzzo di peso superiore ai 200 kg, ancorati al suolo, offrono una resistenza intermedia adatta alla maggior parte dei contesti urbani non militari. Distinguere i due livelli è essenziale per non confondere una sicurezza reale con una soltanto percepita.
Proteggere le aree pedonali arredando
La tendenza consolidata è trasformare i dispositivi di sicurezza in veri e propri elementi di arredo urbano.
Dissuasori, barriere e fioriere possono svolgere una funzione protettiva valorizzando l’estetica dei luoghi anziché appesantirla.
L’acciaio corten si presta particolarmente allo scopo: i rivestimenti possono essere personalizzati con grafiche o incisioni, così da rendere l’elemento “vivo” nel contesto urbano e trasformarlo anche in segnaletica.
Le fioriere di grandi dimensioni, in corten o in cemento, uniscono la funzione di barriera fisica a quella di verde urbano, contribuendo al decoro e alla mitigazione del calore. La scelta di materiali durevoli è inoltre determinante per la longevità dell’intervento, come approfondito nell’articolo sull’arredo urbano resistente.
Come scegliere in base al contesto
La progettazione parte sempre dall’analisi dello spazio da proteggere: flussi di traffico, tipologia di utenza, vincoli architettonici e paesaggistici, necessità di accesso per i mezzi autorizzati e livello di rischio. Un centro storico monumentale imporrà soluzioni discrete e integrate; una piazza o un’area pedonale permanente potrà accogliere elementi fissi; un evento temporaneo richiederà barriere mobili facili da installare e rimuovere, capaci di garantire sicurezza senza creare colli di bottiglia nei percorsi pedonali. In ogni caso, la delimitazione deve risultare continua e ordinata, così da individuare con chiarezza lo spazio protetto.
Protezione aree pedonali: le soluzioni firmate LAB23
LAB23 affronta la sicurezza urbana con una gamma pensata per proteggere arredando.
Il catalogo comprende dissuasori e transenne e barriere come le linee Pure, Gradient, Decal e 45, oltre a fioriere realizzabili in cemento e acciaio corten.
Sono elementi che permettono di delimitare e presidiare le aree sensibili integrandosi nel contesto, grazie alla cura del design, alla personalizzazione delle finiture e all’impiego di materiali resistenti agli agenti atmosferici.
Per gli interventi che richiedono una resistenza certificata all’urto, resta fondamentale verificare il singolo prodotto e la relativa classe di protezione, da definire caso per caso in funzione del livello di rischio e delle prescrizioni dell’amministrazione.
Insomma, proteggere le aree pedonali significa oggi conciliare quattro esigenze: sicurezza, decoro, accessibilità e rispetto delle normative. Dissuasori, barriere e fioriere ben progettati riescono a tenerle insieme, difendendo gli spazi pubblici senza rinunciare alla loro bellezza.
Con soluzioni di arredo urbano curate e personalizzabili, LAB23 può affiancare Comuni e progettisti nella costruzione di città più sicure e, al tempo stesso, più vivibili.